Tim Roth: cinque indimenticabili interpretazioni dell’attore multiforme

Tim Roth

Oggi Tim Roth compie gli anni e noi vogliamo cogliere l’occasione per ripercorrere la sua straordinaria carriera, raccogliendo quelle che, secondo noi, sono state le sue cinque migliori interpretazioni.

Da Tarantino alla tv: tanti auguri, Tim Roth!

Compie oggi 57 anni Timothy Simon Smith, noto a tutti noi come Tim Roth, nato a Londra nel quartiere di Dulwich, il 14 maggio del 1961. Il suo debutto sul grande schermo risale agli anni 80, anni d’oro per tutta una generazione di attori britannici che verranno soprannominati Brith Pack. Da allora è comparso sul grande schermo in più di 60 pellicole come attore, è stato protagonista di tre stagioni della serie Lie to me per la televisione, oltre che nel ritorno di Twin Peaks, vestendo i panni di un improbabile sicario, in coppia con Jennifer Jason Leigh. Ha diretto nel 1999 Zona di Guerra (sua opera prima e per ora esperienza unica dietro l’obiettivo, anche se l’attore stesso non esclude nuovi progetti in veste di Director).

Nella sua ricca, (altalenante per successo) e poliedrica carriera è stato diretto da alcuni dei nomi più importanti del cinema americano e internazionale, inanellando collaborazioni con registi di punta provenienti da ogni angolo del mondo vecchio e nuovo. Ha lavorato in Tutti dicono I love you di Woody Allen, in The million dollar hotel di Wim Wenders (con il quale tornerà a collaborare anche per Non bussare alla mia porta), in Vatel di Roland Joffe, in Invincibile di Werner Herzog, in Silver city di John Sayls, in Dark Water di Walter Salles, ne I nuovi eroi di Jean Boudin, nel remake di Funny Games di Michael Haneke, e ne L’Incredibile Hulk di Louis Leterrier, unica sua incursione nei cinecomics, nei pani di Abominio. Riceve una candidatura come miglior attore non protagonista sia ai Golden Globe che agli Oscar nel 96, per la parte dello spietato e perfido Archibald Cunningham nel film di Caton Jones Rob Roy, al fianco di Liam Neeson. 

Proviamo allora a identificare 5 particolari interpretazioni, che per perizia recitativa o per fascinazione del personaggio riassumono la carriera di Tim Roth.

Tim Roth

Le Iene di Quentin Tarantino: indimenticabile la sua performance come Mr. Orange nel cast multicolore dei cani da rapina. Fra il presente, nel quale ferito all’addome, sanguinante, sofferente  e in fin di vita, rivela la sua identità a Mr.White, al flashback nel quale prepara nei minimi dettagli la sua storia di copertura.

Pulp Fiction di Quentin Tarantino: compare nel prologo, per poi sparire fino all’episodio conclusivo, ma con il suo “Pumpkin” che cerca di razionalizzare in un dialogo grottesco gli introiti di una rapina in un Diner e che fa da specchio al Jules di Samuel L. Jackson, come anima da salvare e riportare sulla retta via, apre e chiude egregiamente il capolavoro di Tarantino.

Tim Roth

La leggenda del pianista sull’oceano di Giuseppe Tornatore: protagonista assoluto nei panni di Novecento, bambino trovato sul transatlantico Virginian e lì rimasto per tutta la vita; il pianoforte come unico vero strumento di comunicazione con il mondo esterno, che passa su quella nave viaggio dopo viaggio. Una delle rare volte in cui Roth interpreta una figura in tutto positiva, con toni misurati e sguardo innocente e sognante. Non la sua migliore prova di attore, ma forse quella più lontana dalle altre.

Planet of the Apes – Il pianeta delle scimmie di Tim Burton: scimpanzé antropomorfo , coperto da un pesante trucco, (opera del mago del make up Rick Baker) è  il crudele  generale Thade spietato capo dell’esercito dei primati e pronto a reprimere nel sangue la rivolta degli umani. Il film non è passato alla storia, ma l’immagine scolpita di Thade, troneggiante al Lincoln Memorial, lascia tutti di stucco.

Tim Roth

Un’altra giovinezza di Francis Ford Coppola: qui Tim Roth è il linguista rumeno Dominic, che dopo essere colpito da un fulmine, ringiovanisce e incomincia una nuova vita. Ossessionato dalla ricerca della prima forma di linguaggio dell’essere umano, incontrerà Veronica, che con degli episodi di regressione, nei quali la sua mente torna agli albori della nascita del linguaggio, lo aiuterà a coltivare la sua ricerca. A caro prezzo però; infatti tali fenomeni rendono Dominic testimone e carnefice di un logoramento che porta Veronica sempre più vicina alla morte, quanto più si addentra nelle radici della comunicazione verbale.     

Facciamo i nostri auguri a Tim Roth con queste cinque interpretazioni, in attesa ovviamente della  nuova collaborazione con Quentin Tarantino  nell’atteso progetto Once Upon a Time in Hollywood.

Buon compleanno Tim!

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