Torino Film Festival 2018: recensione dell’horror Incident in a Ghostland

Dopo il controverso Martyrs, al 36° Torino Film Festival, Pascal Laugier torna con l'horror Incident in a Ghostland

Autore di Martyrs, ancora nelle menti degli spettatori più sensibili, come uno dei film più disturbanti del nuovo millennio, al 36° Torino Film Festival chiusosi da poco, Pascal Laugier ha alzato la posta. Confezionando nel miglior pacco regalo, giusto in tempo per le festività natalizie, il suo nuovo agghiacciante incubo intitolato Incident in a Ghostland, augura a tutti buona visione.

Presentato al Torino Film Festival il film di Pascal Laugier

Incident in a Ghostland, appena uscito nelle sale italiane con il titolo Ghostland – La casa delle bambole, del director francese Pascal Laugier, è una storia tutta al femminile, dove troviamo una madre, Pauline (Mylène Farmer) e le sue due figlie, di cui una, Beth (Emilia Jones/Beth adolescente), appassionata di Howard Phillips Lovecraft e astro nascente della scrittura horror, che partono per un lungo viaggio. La destinazione è l’inquietante magione stile Rob Zombie, da una sarcastica battuta della sorella di Beth, Vera (Taylor Hickson/Vera adolescente), dell’appena defunta zia francese Clarisse, amante delle bambole antiche di ogni foggia e fattezza.

Tra queste poi, ce n’è una meccanica, da Luna Park degli orrori, o simil scatola a molla con pagliaccio sghignazzante, nascosta all’interno di uno specchio dalla cornice riccamente intarsiata, che nel corso della narrazione sarà un ottimo diversivo, utile per i tragici eventi che si succederanno nella pellicola.

Le tre donne giungono sul posto, cercando di ambientarsi come meglio possono, ma la convivenza con tutti quegli esseri inanimati non è proprio il massimo, e a Vera mette letteralmente i brividi. Quello che però non sanno, è che qualcuno di completamente folle e pericoloso, dei serial killer sterminatori di famiglie, per la precisione risparmiano la vita solo ai figli, per chissà quale oscura ragione, le ha seguite per far fare a loro la stessa fine.

In Incident in a Ghostland, per le protagoniste, la minaccia sembra giungere apparentemente dal nulla, attraverso uno stravagante furgone a righe bianche e rosa, con sirena squillante incorporata sulla sua sommità. Dentro il veicolo, l’ignota oscurità di due figure ancora indistinte che salutano. Già forte nei titoli di testa, con l’impiego del suono tremendo di una lama ben affilata, e di una serie di tormentati sussurri di morte, il film sfrutta abili movimenti di macchina come zoom indietro e in avanti e campi vuoti, per preparare gli spettatori all’entrata del cattivo nell’inquadratura.

Inoltre, sono convincenti anche i primi, i primissimi piani, i particolari su oggetti e occhi della protagonista Beth, i carrelli a precedere e a seguire i personaggi, più alcuni scary jump cuts o jump scares, i cosiddetti salti sulla poltrona, che per chi è più suggestionabile, sono davvero efficaci.

Altro colpo da maestro è caratterizzato da allucinazioni visive inserite in piani temporali e spaziali intercambiabili, con marcata contrapposizione tra realtà e fervida immaginazione. Insomma, una fuga dal passato, o per meglio dire, di un presente autentico che si vorrebbe già passato, creando con la fantasia un futuro quasi perfetto, per sopportare le torture attuali che si è costretti a subire. Il regista è talmente bravo in questo, che gli spettatori non si accorgono di nulla, almeno fino a quando non si ritorna obbligatoriamente allo spaventoso e maledetto presente di Beth Keller e della sua famiglia.

Incident in a Ghostland e studio psicologico dei personaggi negativi

Incident in a Ghostland del 36° Torino Film Festival però, è sia una discesa a perdifiato verso le turbe psichiche di una coppia di mostri assassini, l’uno fissato con il trastullo di bambole finte e bambole vive, ricavate da ragazzine rapite, l’altro in perenne disequilibrio tra ruolo maschile e femminile, ma dotato di una malvagità e brutalità assolute.

Infine, a conclusione del lungometraggio, tramite la tecnica dello slow motion, si può assistere alla rinascita delle due sorelle, Beth e Vera (Crystal Reed e Anastasia Philips/Beth e Vera adulte), liberate dalla strega e dall’orco, come le giovanissime donne chiamavano i due “killer delle famiglie”, e alla caduta definitiva dei loro carnefici.

Opera superba da diversi punti di vista, uscita al cinema il 6 dicembre 2018.

Voto: 7/8

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