Quando i trailer dei film in uscita sono felicemente fuorvianti…

Trailer

Per la serie “Dal trailer me l’aspettavo diverso”, vi parliamo di due recenti casi di campagne promozionali, capaci di depistare non poco lo spettatore.

“L’inganno” è nel trailer

In tempi in cui molti trailer mostrano scene dal primo, secondo e terzo atto del film, lasciando facilmente intuire lo sviluppo delle vicende, capitano rare occasioni in cui aver visto delle anticipazioni si traduce poi in una sorpresa, una volta giunti in sala.

Parliamo ad esempio di Suburbicon di George Clooney e L’inganno, diretto da Sofia Coppola. Della prima pellicola trovate la nostra recensione qui. Ci limiteremo invece a definire la seconda cupa, claustrofobica ed essenziale. In parziale contrasto con Marie Antoinette, dove malinconia e decadenza, altresì presenti, erano controbilanciate da sfarzosi costumi e scenografie, insieme ai brani rock e pop della colonna sonora.

Ciò che ci ha meravigliato è stato però, in entrambi i casi, trovarsi di fronte a due prodotti piuttosto differenti da com’erano stati pubblicizzati.

SPOILER ALERT!

Suburbicon ci aveva dato l’impressione d’essere una commedia, sì nera, ma comunque una commedia. E soprattutto non nerissima. A maggior ragione sapendo che a dirigerla era stata una star notoriamente positiva e sorridente.

Se nel film di Clooney diversi, rispetto a quanto intuibile dalla preview, erano i toni, in quello della Coppola era bensì la storia.

Il caporale John McBurney (Colin Farrell) non era infatti propriamente “la povera vittima indifesa” caduta in un covo di arpie, in stile Misery non deve morire. Mentre le azioni delle (pur ciniche) allieve e insegnanti del collegio di Martha Farnsworth (Nicole Kidman) dettate dalle circostanze e dall’istinto di sopravvivenza, non dalla perfidia suggerita nel promo.

Insomma: tra decine di blockbuster completamente spoilerati nelle settimane precedenti l’uscita, si trova ogni tanto qualche trailer che non ci pentiamo d’aver visto. E che offre anche uno spunto di riflessione sul potere mistificatorio del cinema (qualcuno ha detto “Il Sesto Senso“?) e dei media in generale…

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