Tuo, Simon: la (video) recensione del film con Nick Robinson e Katherine Langford

Love, Simon Tuo, Simon film 2018

Tuo, Simon è il nuovo film diretto da Greg Berlanti, colui che ha dato vita a serie tv di grande successo come The Flash, Supergirl, Arrow e Legends of Tomorrow.

Tuo, Simon: Ti capita mai di sentirti intrappolato dentro di te?

A partire dal 31 maggio troverete nelle sale Tuo, Simon (Love, Simon nella versione originale), un film che vi consiglio di non perdere. Non può essere definito come un capolavoro del genere commedia ma rappresenta senza dubbio un gioiellino che va così ad arricchire la filmografia LGBT internazionale. Dietro la macchina da presa troviamo Greg Berlanti, già noto per serie tv molto apprezzate, soprattutto dai giovanissimi, come The Flash e Supergirl. Allo stesso modo, con Tuo, Simon, il regista richiama nelle sale un pubblico composto principalmente da teenagers ma si prepara a conquistare anche gente più adulta, soprattutto genitori che possono ancor meglio comprendere l’importanza del dialogo con i propri figli. All’interno dell’opera non troviamo un vero e proprio supereroe ma comunque un ragazzo che, in ogni caso, riesce a tirar fuori tutto il coraggio necessario per affrontare un’impresa tutt’altro che semplice: rivelare la propria omosessualità.

Quella dell’omosessualità rappresenta una scoperta non sempre semplice da accettare, figuriamoci a quale sforzo equivale in renderla pubblica e dover dunque affrontare amici, parenti e società intera. Infatti Simon sembra proprio non riuscire a farcela e, pur di evitare di affrontare questo “compito”, arriva a compromettere anche il rapporto con i suoi straordinari amici. Ecco, appunto, straordinari: sì perché, come avrete modo di vedere, in Tuo, Simon tutto risulta essere al di fuori dall’ordinario. Il giovane protagonista ha infatti una vita perfetta, con genitori perfetti ed amici perfetti. Gli manca però qualcosa, ovvero la libertà di essere se stesso a 360 gradi. La vita, a modo suo, tenta di aiutarlo, facendogli sapere che nella sua scuola c’è un altro ragazzo gay non dichiarato, il quale si nasconde dietro lo pseudonimo di Blue. I due ragazzi, aiutati dalla tecnologia, iniziano così una conversazione durante la quale si confrontano, si supportano e si confidano in totale libertà, come non hanno mai fatto prima, finché queste loro email non vengono scoperte accidentalmente da Martin, una sorta di nerd sopra le righe, innamorato di Abby Suso (una delle migliori amiche di Simon). Martin approfitterà della scoperta per ricattare “benevolmente” Simon: o questo riesce a combinare un appuntamento romantico tra lui e Abby, oppure le email tra Simon e Blue saranno rese pubbliche.

La storia prosegue e ci mostra tutta la crescente insofferenza di Simon, unita alla profonda paura che tutta la sua idilliaca routine cambi nel momento post-coming out. Il film, però, gira proprio intorno al concetto di “trasformazione”. Mi torna in mente il film Mangia, Prega, Ama nel quale la splendida Julia Roberts descriveva la bellezza ed il fascino del Mausoleo di Augusto, un luogo martoriato dalle guerre e dallo scorrere dei secoli ma comunque splendido nel risultato di mille trasformazioni. “Le rovine sono la strada per la trasformazione“, diceva la bella attrice, lì dove la trasformazione equivale ad un portone che affaccia sulla splendida vallata della libertà individuale.

Tuo, Simon può poi contare su alcune scene esilaranti, tra cui quella dove vediamo Simon al college: lasciatosi ormai alle spalle i “drammi” del liceo, il ragazzo balla insieme ad un gruppo di persone multicolore (richiamo evidente alla bandiera arcobaleno) sulle note di I Wanna Dance With Somebody di Whitney Houston (sempre sia lodata). Oppure il momento in cui scopre la passione di Blue per Jon Snow e cerca di individuare i fan di Game of Thrones nella sua scuola, nel tentativo di restringere il cerchio e scoprire quindi l’identità di Blue: niente da fare, sono in troppi ad indossare magliette del tipo “Scusate ragazze, sono un guardiano della notte“. Infine, come non segnalare l’esilarante spezzone nel quale Simon immagina i suoi amici mentre dichiarano a casa la propria eterosessualità?

Insomma, oltre a captare diversi spunti di riflessione offerti su un piatto d’argento da Greg Berlanti, lo spettatore si ritrova a ridere di gusto, grazie a questo tipo di scene ma anche grazie ai personaggi secondari del film, su tutti l’insegnante di teatro: davvero irresistibile ed adorabile in ogni sua battuta.

In ogni caso, Tuo, Simon rischia a volte di risultare un po’ troppo ipocrita: seppur ci si trovi negli Stati Uniti, dichiarare la propria omosessualità non è effettivamente così semplice. I casi di bullismo di cui sentiamo parlare ogni giorno sono in costante crescita, così come il numero di genitori che preferisce ripudiare il proprio figlio omosessuale piuttosto che supportarlo finché morte non li separi. Figuriamoci poi se un padre belloccio, ex quarterback e fissato con il sesso, possa accettare in maniera così tranquilla il coming out del suo unico figlio maschio. Però, come dovremmo sempre ricordare, il cinema è fatto anche di magia e attraverso questa possiamo tranquillamente immaginare un mondo migliore, così come ci permette effettivamente di fare Tuo, Simon.

Nota di merito per Katherine Langford, nota al mondo per essere la Hannah Baker di Tredici: questa giovane attrice è davvero splendida in tutto e per tutto. Non rispetta i noiosissimi canoni di bellezza che la società odierna vorrebbe imporci ma, anzi, rappresenta una bellezza a se stante, unica e facilmente individuabile: da prendere davvero come esempio.

Tuo, Simon si presenta quindi come un film assolutamente da non perdere, consigliato soprattutto a teenagers e adulti (soprattutto chi è genitore) che potranno così ritrovarsi a sorridere, pensare e ragionare su quello che l’opera ci mostra. E non preoccupatevi se, dopo aver visto il film, vi verrà una gran voglia di Oreo: è successo anche a me. Per conoscere tutti i nostri pensieri relativi al film, vi riportiamo la video recensione completa:

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