Una festa esagerata: recensione e trama del nuovo film di Vincenzo Salemme

una festa esagerata

Una commedia nuova di zecca per Vincenzo Salemme. Arriva, nelle sale, Una festa esagerata, uno storia figlia dei nostri tempi.

Una festa esagerata, la nuova spaventosa commedia di Vincenzo Salemme

In sala da questo giovedì Una festa esagerata, la nuova, assurda, spaventosa commedia firmata Vincenzo Salemme che, con la sua consueta ed intrepida leggerezza, mette in scena un quadro agghiacciante della cultura contemporanea.

Dall’omonima commedia teatrale di Salemme

L’antefatto e il plot sono semplicissimi; ereditano la linearità tipica delle costruzioni teatrali: una bella scenografia e una furia di eventi e personaggi che si muovono velocemente verso un obiettivo preciso … almeno fino a quando non si prefigura l’imprevisto funesto. Non a caso, Una festa esagerata è l’adattamento cinematografico dell’omonima commedia teatrale che Vincenzo Salemme ha portato in scena per lungo tempo e con importante seguito negli ultimi anni.

A lui il ruolo del capofamiglia, Gennaro Parascandolo, trascinato dalla moglie Teresa (Tosca D’Aquino) in un folle circuito organizzativo per festeggiare i diciott’anni di loro figlia Mirea (Mirea Flavia Stellato).

La  trama della pellicola in uscita il 22 marzo

Per l’occasione, il loro attico vista mare è stato imbandito a festa con l’ausilio di un catering, sono state confezionate voluminose bomboniere, sono stati invitati i nomi giusti, quelli che contano,  affinché tutto il vicinato sia in grado di testimoniare quello sfarzo in lungo e in largo nei giorni a venire…così che tutti possano schiattare d’invidia!

Il cibo è abbondante e sarà servito da un cameriere indiano, chiamato giusto per l’occasione, dicono faccia tanto chic!

Moglie e figlia sono emozionatissime. L’unico a non capire la necessità di tutto quello è proprio Parascandolo, che ha assecondato rassegnato ogni vezzo per puro amore, a disagio per l’esagerata messa in scena e per la sua complicità in tutto l’effimero che lo circonda.

Quando in casa Parascandolo è ormai tutto pronto, Gennaro viene informato della morte del suo vicino di casa. A quel punto, per lui resta un’unica cosa da fare: annullare la festa di Mirea.

Ma per sua moglie e sua figlia, questa, non è un’opzione contemplata.

La locandina di Una festa Esagerata

Starà a lui trovare una soluzione alternativa, ad ogni costo. E lui, con grande sorpresa di tutti, alla fine la trova. Drastica.

Ma la soluzione c’è?!

Ed è proprio la soluzione a salvare anche il film. Perché per la prima metà della pellicola risulta difficile individuare dove Salemme voglia andare a parare e, se ci si fermasse all’apparenza, Una festa esagerata subirebbe un giudizio troppo severo.

E invece questa commedia sull’effimero è molto di più di quello che sembra.

Perché Una festa esagerata è un ritratto impietoso della nostra contemporaneità; un affresco vergognoso della pochezza della nostra epoca; un riassunto piuttosto riuscito dei tratti peggiori della nostra attuale società.

Certo, Salemme lo fa imbastendo una trama di situazioni comiche; solo che poi, guardandole sullo schermo, ci si accorge di quanto esse siano drammaticamente reali, perché ognuno di quegli sketch rientra nell’assoluta quotidianità di ognuno di noi.

L’epifania da cui si viene colti è talmente imbarazzante che fa venire la pelle d’oca; il panico, se ci si rende conto che nella vita vera non interverranno i titoli di testa a salvarci.

Allora si, la soluzione unica è spegnersi, assecondare la diffusa non-cultura di oggi, tanto ben rappresentata da Salemme, e far finta di non vedere, non capire… perché le persone come Parascandolo, rette, oneste, curiose oltre le apparenze, sono una razza ormai in via di estinzione.

Tutto questo dimostra quanto, a volte, sia molto più difficile comprendere le commedie che i capolavori di realismo meta-comunicativo.

“ Non c’è niente di più della commedia e dei commedianti che rappresenti dal vivo e con maggiore immediatezza quelli che siamo e che dovremmo essere” Miguel de Cervantes

La commedia è una tragedia interrotta” Alan Ayckbourn

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