Venom, il nostro commento: l’antieroe di Fleischer delude le aspettative

Venom Film 2018

Da poco uscito nelle sale, il film Venom delude, su tutti i fronti, le aspettative, alimentate dalle parole di Ruben Fleischer al Comic-con 2018, circa la creazione di un nuovo e rivoluzionario universo Marvel.

La voce roca di Venom non impressiona come nel trailer

Nell’ultimo Comic-con, le parole orgogliose e perentorie di Ruben Fleischer, durante il panel dedicato al suo film Venom, erano riuscite a instillare un senso di fiducia persino tra i detrattori di tutti i prodotti cinematografici che attingono, da tempo, all’universo Marvel.

Ciò che aveva, in particolare, suscitato ovazioni da parte di tutti era la promessa, rilasciata dal regista accanto a un tatuato e spavaldo Tom Hardy, di dare vita a un inedito rivoluzionario universo cinematografico, costruito sulla base dei personaggi Marvel ancora sotto il controllo della Sony, e del tutto agli antipodi rispetto ai toni positivi e colorati sbandierati dal Marvel cinematic universe.

Il nuovo prodotto Venom si figurava, quindi, come il precursore di un nuovo tipo di cinema, ispirato ai fumetti Marvel, dai toni molto più dark e violenti; e l’enorme simbionte, col suo feroce e orripilante ghigno, si annunciava come il portavoce di tale orgogliosa rivoluzione cinematografica, scatenando i plausi dei ben 6.500 presenti al Comic-con 2018, decisamente esausti e nauseati di tutto il buonismo e il senso di patinata giustizia propinati, come confetti, dai classici cinecomic Marvel.

I tre trailer rilasciati, nel corso della campagna di marketing del film, coadiuvati dai numerosi poster, non lasciavano adito a dubbi circa le intenzioni annunciate da Fleisher al Comic-con: il simbionte ringhiava, sbavava, picchiava a destra e manca, e gridava con la sua voce roca di aver bisogno di cervelli umani da spappolare, che gli organi umani sono sin troppi per essere gustati con rilassatezza, e che poteva far rotolare le persone come se fossero escrementi.

Venom film 2018

Il Venom del trailer è proprio questo: un alieno simbiotico e parassita, cupo e crudele antieroe, che si muove disinvolto tra un bagno di sangue a l’altro, dai modi violenti e l’eloquio screanzato, ma con un briciolo sfumato e paradossale di umanità, che gli permetterà di assumere un ambiguo ruolo di giustizia nel film contro l’altro simbionte, quello veramente malvagio, Riot.

Ma siamo veramente sicuri che Venom sia questo?

Uscito proprio ieri nelle sale cinematografiche, il Cinecomic Sony si presenta come del tutto in antitesi rispetto alle dichiarazioni del regista.

La battaglia di marketing, operata con grande meticolosità, era stata condotta in modo assolutamente attento e scrupoloso al fine che, ciò che emergeva a livello di aspettative, fosse perfettamente in linea con le parole di Fleischer. Poster con il ghigno onnipresente di Venom e trailer montati ad arte, con l’obiettivo che vi apparissero le sole scene vagamente violente del film, e le uniche battute sottilmente feroci del simbionte.

Un circo mediatico ineccepibile, moltiplicato in modo metastatico dai social, che aveva ovviamente generato grandi aspettative tra i fan stanchi degli standard ormai stantii del MCU.

In concreto, la Sony ci presenta un Venom macchietta che non graffia né in alcun modo spaventa. Un sedicente antieroe la cui violenza appare sempre contenuta e edulcorata. Un alieno feroce, ma in modo convenzionale e del tutto politically correct.

Se a questo aggiungiamo una storia di fondo piena di cliché; un cattivo senza mordente, rappresentato da uno scienziato che si mette a fare monologhi psedo-filosofici, incentrati su temi biblici, a delle cavie da laboratorio; un umorismo che vorrebbe sembrare nero, ma che appare oltremodo ridicolo, e un simbionte antagonista che è completamente identico, esteticamente, a Venom, allora le cose da dire a favore del film rimangono veramente poche.

Le intenzioni del regista di creare un prodotto innovativo c’erano certamente, e sono visibili per tutta la durata del film; tuttavia, si ha come l’impressione che Fleischer non abbia voluto osare, e che, non appena si presentasse l’occasione di assumere toni veramente violenti, retrocedesse, e si rifugiasse nei cliché.

In questo senso, la frase “Il mondo ha già abbastanza supereroi”, con la quale è stato lanciato il film, appare indubitabilmente ruffiana, laddove, in un delle scene finali, l’ospite Eddie Brock convince il parassita alieno a uccidere solo criminali e persone malvagie, senza ricevere poi tante obiezioni dalla creatura.

Come prodotto di lancio per un nuovo genere di cinecomic, Venom, seppur di ottimo intrattenimento, non risulta proprio essere ciò che si aspettava. Va riconosciuto, al regista, l’unico merito di essere riuscito, sebbene goffamente, a tenere in piedi il personaggio di Venom senza il suo storico antagonista Spiderman, operazione non semplicissima.

Si spera che, in futuro, il personaggio di Carnage, annunciato in una scena aggiuntiva del film, venga sfruttato in modo più degno e coraggioso.

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