Young Sheldon, recensione episodio 1×05: dati alla mano

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Il potere delle doti matematiche come risoluzione di uno dei crucci del volgo: il football. Questo, e molto altro, nella recensione dell’episodio 1×05 di Young Sheldon.

Young Sheldon, recensione episodio 1×05: scientificità

Essere scientificamente predisposti è un fardello talvolta insopportabile. E non tanto per la realtà in sé, affascinante e protesa verso sviluppi intriganti; quanto, piuttosto, per il deprimente contesto in cui una simile caratteristica non viene compresa o valorizzata appieno. Uno scenario desolante dove l’intelligenza può, quindi, rivelarsi una spietata arma a doppio taglio. Ma questo, il giovane Sheldon Cooper, avrà modo di scoprirlo crescendo e acquisendo il giusto novero di esperienze, formative e non.

Statisticamente provato

L’episodio 1×05 di Young Sheldon vede, quindi, il protagonista – assieme ai suoi familiari – intento a godere di uno degli elementi della santissima Trinità texana, ossia il football. Durante un match serratissimo, Shelly individua la soluzione più ottimale per effettuare un punto. Tali direttive trovano subito riscontro sul campo e George, ammaliato da ciò, decide di seguirle per filo e per segno al fine di indottrinare la squadra del liceo.

Contro ogni pronostico, lo scalcinato team riesce a spuntarla e a vincere una partita, inducendo George e Mary a consegnare a Sheldon la palla dell’incontro – che il genietto non accetta, poiché sporca. A scuola, si sparge la voce in tal senso e l’indice di popolarità del futuro Dr. Cooper schizza alle stelle; un trend sfruttato da Tam, George e la sagace nonna del “malcapitato” di turno, il quale avverte le pressioni e imbocca un rendimento scolastico al di sotto dei suoi standard. Un risultato che preoccupa Mary Cooper e la spinge a fare una una lavata di capo generale. Occorre lasciarlo in pace, il giovincello, altrimenti la scienza dovrà rinunciare a una delle menti più brillanti di sempre.

Numeri e risate

Il quinto episodio di Young Sheldon intrattiene a dovere attraverso molteplici situazioni imbastite come si deve. Le ingerenze di Meemaw e compagnia bella nei riguardi di Shelly rappresentano un perenne pungolare tra il comico e l’esasperante. Con conseguenze esilaranti che, però, non trascurano il lato introspettivo dello spin-off, teso a inquadrare l’evoluzione di un personaggio più unico che raro. Tra numeri, statistiche, sarcasmo pungente e molto altro ancora, lo show prodotto da Chuck Lorre continua la sua corsa strappando applausi e sorrisi.

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Giorgio Longobardi

Multitasking addicted e formatore professionale. Divoratore di film, serie TV, anime e fumetti. Utopista, cultore del libero pensiero e grande appassionato di sport: tra i suoi sogni, quello di realizzare un gol in Premier League.

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