Young Sheldon, recensione episodio 1×08: viaggi formativi

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Quando un viaggio educativo diventa l’occasione per migliorare un rapporto parentale. A seguire, la recensione dell’episodio 1×08 di Young Sheldon.

Young Sheldon, recensione episodio 1×08: formazione affettiva

La cura dei rapporti coi propri cari sviluppa carattere e atteggiamento di una persona in maniera abbastanza definita proiettandoli verso una piena consapevolezza di sé. Tuttavia, tale processo non è lineare come sembra; anzi, la maggior parte delle volte ci si imbatte in condizionamenti e fraintendimenti di ogni sorta capaci, a lungo andare, di pregiudicare qualsivoglia risultato. Ed è lì che subentra la prassi dell’analisi interiore, una pratica profonda e incisiva fondata sulla persistenza del dubbio e sulla negazione del proprio senso di appartenenza.

Caro padre

Sebbene i tratti distintivi di Sheldon Cooper portino a pensare a una discrasia ego-parentale, l’episodio 1×08 di Young Sheldon conduce le previsioni verso un binario apparentemente inaspettato. George ha in mente di andare a pesca con prole al seguito, indifferente alle molteplici fobie del piccolo genietto basate sul contatto – ravvicinato o meno – con altri esseri viventi. Al fine di evitare una crisi irreparabile, Mary suggerisce a suo marito di condividere un momento di svago col figlio accontentando i suoi gusti; e l’occasione del lancio di uno shuttle da Cape Canaveral diventa il giusto pretesto per un viaggio formativo, oltre che ludico.

Ma una volta giunti sul posto, un violento acquazzone si abbatte sulla zona e complica ogni progetto di decollo spaziale. George non si perde d’animo; e pur di mettere Shelly a proprio agio con ciò che più apprezza, comincia a porgli tutta una serie di domande aventi, come fulcro, i fenomeni atmosferici. Una parentesi accrescitiva di spessore, i cui effetti si avvertiranno soprattutto quando il Dr. Cooper diventerà un adulto fatto e finito: una fase della vita per comprendere tanti, piccoli gesti, anche quelli parzialmente insignificanti.

Tenerezza e spontaneità per uno show che continua a sorprendere

L’ottava puntata di Young Sheldon sceglie uno spartito televisivo all’insegna della tenerezza. Perché è quello il cardine di questa vicenda auto-conclusiva – ma fino a un certo punto. ciò che, però, desta maggiore sorpresa, è il parallelo tra l’evoluzione di una sensibilità reciproca tra Sheldon e George e gli attriti mai sopiti tra Mary e Meemaw. Un’alternanza impietosa ma necessaria, affinché lo spettatore possa comprendere quanto sia bello (e maturo) dare o darsi una seconda chance. Un insegnamento da prendere sì con le dovute proporzioni; ma che non può fare a meno di gettare ulteriore luce su una serie in perenne ascesa qualitativa.

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Giorgio Longobardi

Multitasking addicted e formatore professionale. Divoratore di film, serie TV, anime e fumetti. Utopista, cultore del libero pensiero e grande appassionato di sport: tra i suoi sogni, quello di realizzare un gol in Premier League.

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