The Darkness arriva su Infinity: la recensione del film horror con Kevin Bacon

The Darkness

The Darkness, dal 7 luglio disponibile sulla piattaforma Infinity, è un horror che unisce atmosfere alla poltergeist, antichi misteri ed esorcismi.

The Darkness, un horror da pochi brividi che si muove a fatica tra diversi clichè del genere

The Darkness dimostra che l’esordio del regista australiano Greg McLean con Wolf Creek è stato forse un fuoco di paglia. The Darkness centra in pieno tutti i clichè del genere horror: c’è infatti una possessione diabolica con contorno di esorcismo e qualche spruzzata di esseri antichi da altre dimensioni, quella dell’incubo del popolo scomparso degli indiani Anasazi. I protagonisti sono i membri di una famiglia benestante a cui non mancano i problemi come l’immancabile logorio del rapporto matrimoniale venato di tradimento tra Peter Taylor (un decoroso Kevin Bacon) e la moglie Bronny (Radha Mitchell).

A complicare le cose c’è il figlio Michael (l’attore David Masouz è quello che poi interpreterà il giovane Bruce Wayne/Batman in Gotham e qui dimostra in effetti già una predisposizione per le caverne dei pipistrelli) affetto da autismo. È infatti proprio il bimbo durante una vacanza a base di Grand Canyon e barbecue all’aperto che finisce per incappare in un luogo sacro e da questo prende dei souvenirs maledetti che non andavano toccati.

Non si può dire che sia un film inguardabile,ma è sicuramente un film che ha il difetto di essere troppo lineare. Sembra un corso di script e di regia. Il climax ascendente e le influenze maligne nell’ordine minano i rapporti umani risvegliando dubbi e paure, si manifestano con ombre di animali e usano il figlio autistico come veicolo per aprire il portale tra i mondi, visto che è da un po’ che non si fanno una passeggiata distruttiva nel nostro. The Darkness è un film a prova di spoiler perchè la lunga telefonata del regista allo spettatore è perfetta per lasciare questo adagiato comodamente sulla poltrona senza che abbia la minima possibilità di saltarci sopra.

È vero che questi film vanno presi per quello che sono, simpatici intrattenimenti in cerca di qualche brivido e quindi senza troppe pretese però anche in questo campo The Darkness raggiunge a stento il minimo sindacabile. In conclusione: un’ora e trentadue senza gran mordente con una parte finale con tanto di santona venuta ad esorcizzare la casa e scontro nell’altro modo che abbassano ancora un po’ il voto. The Darkness ha avuto tre candidature ai razzie awards, i premi per i film brutti, e un botteghino davvero malandato in patria. Darkness è però servito alla produzione Blumhouse per non cadere negli errori e proporsi negli ultimi anni come la nuova casa dell’horror originale e di qualità. In questo caso c’è da ringraziare gli spiriti indiani e farsi una fumata di calumet in loro onore.

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